Più idee che leopoldine

A un ceto medio in parte impoverito, o comunque preoccupato per una prospettiva di regresso, a lavoratori dipendenti che sentono in pericolo il posto di lavoro, a imprenditori che si sentono schiacciati da una fiscalità cieca e da un sistema del credito disponibile paradossalmente solo per chi non ne ha bisogno, non si possono presentare né facili promesse di palingenesi né rassicuranti previsioni di crescita basate solo su modeste e reversibili tendenze statistiche.
17 AGO 20
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A un ceto medio in parte impoverito, o comunque preoccupato per una prospettiva di regresso, a lavoratori dipendenti che sentono in pericolo il posto di lavoro, a imprenditori che si sentono schiacciati da una fiscalità cieca e da un sistema del credito disponibile paradossalmente solo per chi non ne ha bisogno, non si possono presentare né facili promesse di palingenesi né rassicuranti previsioni di crescita basate solo su modeste e reversibili tendenze statistiche. E’ a questo popolo che devono rivolgersi le proposte politiche per le elezioni imminenti – siano per il Parlamento europeo, per quello nazionale o per ambedue. La rediviva Forza Italia, se intende davvero confermare il ruolo di baricentro di una coalizione di centrodestra spesso vincente (ma incardinata soprattutto sulla personale candidatura di Silvio Berlusconi, oggi impedita per via disgustosamente giudiziaria) deve fornire indicazioni nette, innovative e all’altezza delle esigenze oggettive di cambiamento. E il più possibile lontane dalla generale sensazione di inconcludenza della politica.
Che cosa bisogna fare per rendere simmetrica, cioè rispettosa anche dei nostri interessi, l’interdipendenza europea? Serve probabilmente un’intesa tra i paesi mediterranei (se possibile estesa alla Gran Bretagna) rafforzata da un rapporto speciale con l’America, nuovamente al centro della crescita in occidente. Che cosa bisogna fare per far affluire il credito all’economia produttiva? Dare alla Banca centrale europea i poteri che ha la Fed in America, e se non piace alla signora Merkel bisogna combattere apertamente la sua politica. Come si danno prospettive al lavoro? Cambiando il sistema contrattuale, abolendo gli obsoleti contratti di categoria, adottando nuovi meccanismi più corrispondenti alle situazioni locali e a quelle aziendali, detassando in modo significativo gli aumenti retributivi che derivano dalla nuova contrattazione. Come attenuare il peso soffocante del debito pubblico? Con un piano di privatizzazioni di cui non basta dare genericamente i totali, ma che deve essere spiegato in modo articolato nei particolari.
Possono essere queste, o altre simili a queste, le proposte che vengono da Forza Italia? Si tratta di ipotesi che sono state più volte avanzate, talora anche definite in misure legislative poi ostacolate e bloccate dalla burocrazia, dalla concertazione, dalla prepotenza eurocratica, dall’inettitudine di un sistema bancario oligarchico o anche da errori politici. Per dimostrarsi attenti alle esigenze e alle proteste popolari non basta “stare all’opposizione”, o immaginare “leopoldine” e leadership di pura cosmesi. Bisogna operare scelte che portino ad avere nemici e amici, secondo una legge eterna della politica che nessuna soffocante melassa buonista può cancellare.